Qualità dell’acqua

Indicator of water meter

Perdita di acqua: Occhio al CONTATORE, occhio alla BOLLETTA

Il contatore dell’acqua è un’ottima spia! Al contrario di quello della corrente elettrica che è sempre in movimento, il contatore dell’acqua, quando tutti i rubinetti sono chiusi, dovrebbe essere fermo. Se invece continua a girare, significa che nell’impianto c’è una perdita di acqua.
A volte non si presta attenzione al contatore, ma la bolletta dell’acqua può essere altrettanto indicativa di una perdita, quando il conto risulta più salato del solito, ovviamente escludendo un utilizzo superiore giustificato da qualche attività svolta con acqua.

Macchie sospette sui muri

Anche i muri possono dare indicazioni relativamente alla perdita di acqua.
Quando si notano macchie improvvise su soffitti o pavimenti, incrostazioni di intonaco, quando si solleva lo strato di pittura del muro o del cartogesso, con bolle e macchie, la presenza di muffa o altre imperfezioni che sopraggiungono abbastanza improvvisamente sui muri.

Mildewed walls

Muro incrostato

Service Impianti localizza la PERDITA e interviene minimizzando i costi di ripristino

La professionalità dello Staff Service Impianti consiste nell’intervenire in modo mirato, utilizzando strumenti ad alta tecnologia (geofono, gas tracciante, fotocamera a infrarossi) per localizzare la perdita in modo certo ed efficiente. La localizzazione consente di limitare al minimo il danno necessario a raggiungere il tubo nel punto dove perde, ripararlo e ripristinare.

 


Service Impianti è specializzata per verificare la qualità dell’acqua all’interno di un impianto e ripristinarne la pulizia attraverso i seguenti servizi:
•   Prelievi e campionamenti per analisi di laboratorio di acqua potabile, acqua di processo;
•    Videoispezioni di tubature
•   Lavaggio e pulizia impianti idraulici


Service Impianti è strutturata per effettuare prelievi e campionamenti per l’analisi dell’acqua potabile e dell’acqua di processo in laboratorio. Le procedure per il controllo della qualità dell’acqua prevedono le seguenti fasi:

  • Prelievo e campionamento delle acque potabili e di processo.
  • Consegna dei prelievi e dei campionamenti di acque potabili o di processo a laboratori di analisi certificati.
  • Analisi microbiologiche delle acque in laboratorio per individuare la presenza e la quantità di microorganismi che possono avere azione infettiva, allergizzante o tossica.

L’azienda esegue tali fasi nel rispetto delle procedure, garantendo la corretta conservazione del campione e quindi l’attendibilità dei risultati delle analisi delle acque potabili e di processo effettuate in laboratorio sul campione stesso.

Nel caso di controllo della qualità dell’acqua destinata al consumo umano, i campioni vengono sottoposti dal personale di Service Impianti ad accurate analisi in base ai seguenti parametri: Alluminio, Ammonio, Colore, Conduttività, Clostridium Perfringens (spore comprese), Escherichia Coli, Concentrazione di Ioni Idrogeno, Ferro, Nitriti, Odore, Pseudomonas Aeruginosa, Sapore, Conteggio delle colonie a 22°C e a 37°C, Batteri Coliformi a 37°C, Torbidità, Disinfettante residuo.

Oltre al controllo dell’acqua potabile, Service Impianti compie anche l’analisi batteriologica delle acque di processo stabilendo precisi punti di prelievo. In particolare effettua: test dell’acqua demineralizzata in andata e in ritorno, analisi dell’acqua di pozzo, esame dell’acqua di processo dopo filtrazione a 10 e 1 μm, all’interno dell’impianto. Vengono eseguite analisi batteriologiche delle acque di processo relative in particolare alla carica batteristica, ai coliformi totali, agli streptococchi e alla Pseudomonas Aeruginosa.

L’importanza del controllo di qualità dell’acqua: un esempio di contaminazione.

Negli ultimi anni la Legionellosi è stata riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale e Internazionale come malattia soggetta a obbligo di notifica. In particolare, la Legionellosi Pneumophila può essere responsabile di forme morbose anche gravi e, in condizioni ambientali favorevoli, può proliferare in habitat acquatici naturali (acque dolci) e contaminare l’acqua potabile destinata al consumo umano, ma anche l’acqua calda sanitaria, i sistemi di climatizzazione e i circuiti di raffreddamento ad acqua.

Il personale altamente specializzato di Service Impianti è in grado di fornire adeguata consulenza per valutare lo stato di igiene dell’impianto e gli eventuali ripristino e pulizia delle condizioni ottimali dello stesso in base ai parametri previsti dalla normativa vigente.


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logo_AIISAI sette step del protocollo AIISA per sanificare un impianto di condizionamento

Il protocollo AIISA, Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici, prevede sette passaggi per sanificare correttamente un impianto di condizionamento.

1SOPRALLUOGO e PREISPEZIONE
Permette una prima analisi sullo stato degli impianti e, se necessaria, la programmazione degli step successivi.

2ISPEZIONI: VISIVA e TECNICA
Sono necessarie per valutare se l’impianto ha bisogno di un intervento di bonifica e per preventivarne l’entità.

3RELAZIONE TECNICA di ISPEZIONE
Documenta quanto rilevato durante l’ispezione e risponde alla prima richiesta dell’ASL, in caso di controllo.

protocollo_AIISAQuesti primi tre passaggi del protocollo sono necessari per rispondere al requisito previsto dal D.Lgs 81/08 che prevede il controllo periodico degli impianti.

 

4PROGETTO di BONIFICA
Descrive nel dettaglio le operazioni di pulizia da eseguire e la loro programmazione temporale, concordate con il cliente.

5BONIFICA dei COMPONENTI dell’IMPIANTO
L’effettiva sanificazione di tutti i componenti dell’impianto, previa la messa in atto delle misure di contenimento della contaminazione ambientale.

6RELAZIONE TECNICA di BONIFICA
L’ASCS, Air System Cleaning Specialist, verifica le modalità e la qualità dell’intervento di bonifica.

7PIANO di CONTROLLO e MONITORAGGIO
Definisce i tempi e la frequenza delle successive visite ispettive.

Gli ultimi quattro passaggi del protocollo AIISA, definiscono nel dettaglio la procedura corretta per eliminare qualsiasi sedimento e sporcizia presente nell’impianto di condizionamento.

Attraverso una semplice registrazione gratuita sul sito ufficiale AIISA, Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici, è possibile scaricare il protocollo AIISA completo, di cui abbiamo pubblicato nel presente articolo solo una breve sintesi.

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La legionella: di cosa si tratta

La legionellosi deve il suo nome all’epidemia di polmonite che si verificò tra i partecipanti ad una riunione dell’American Legion nell’estate del 1976 a Philadelphia: tra gli oltre 4000 veterani presenti, (detti appunto Legionari),  221 si ammalarono e 34 di essi morirono; in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un “nuovo” batterio, denominato Legionella, isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.

I batteri della legionella

I batteri appartenenti al genere Legionella spp. causano la legionellosi, in diverse forme cliniche. L’agente eziologico è un batterio gram negativo che riconosce come incubatrice gli ambienti acquatici naturali (come acqua dolce di laghi e fiumi) e artificiali (come le reti idriche di strutture pubbliche e private, le UTA degli impianti di condizionamento). L’infezione avviene principalmente per via respiratoria, mediante inalazione di goccioline o particelle contenenti il microrganismo. Altre modalità di infezione sono l’instillazione diretta nelle vie respiratorie e l’aspirazione (ad es. attraverso aerosol contaminati o in presenza di acqua nebulizzata).

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I dati della legionella in Italia

Nel 2012 in Italia sono stati notificati all’ISS complessivamente 1.350 casi di legionellosi, con un incremento del 33% rispetto ai casi notificati nel 2011.
L’incidenza della malattia risulta superiore nelle regioni del Nord (32 casi/1.000.000 abitanti) rispetto a quelle del Sud e Isole (7 casi/1.000.000 abitanti) e a quelle del Centro (29 casi/1.000.000 abitanti).

I dati riportati sono estratti dal Rapporto annuale sulla legionellosi in Italia nel 2012” pubblicato sul Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità – Volume 26 – numero 9 – Settembre 2013

 


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