Sanificazione aeraulica la situazione normativa

Il punto sul quadro normativo:

Attualmente la sanificazione degli impianti aeraulici, quindi l’intervento specifico di manutenzione straordinaria che consente la verifica dello stato d’igiene e la relativa attività di bonifica per ripristinare lo stato di pulizia dell’impianto, è disciplinata dai seguenti diversi piani normativi: nazionale, regionale, europeo.

−    La legislazione statale con il D. Lgs. 192/2005, il D. Lgs 81/2008 il testo unico in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, Linee guida ministeriali nell’Accordo Stato Regioni del 2006 e il successivo Accordo Stato Regioni del 2013;
−    La legislazione regionale: Legge Regionale Ligure n. 24/2002 e il relativo Decreto attuativo del 2003, la Legge Regionale Lombarda n.33/2009 e il Decreto della Direzione Generale della Sanità Lombarda n.1751/2009, la Legge Regionale Molisana n.15/2011.

−    Le norme tecniche europee: UNI EN 12097:2007, UNI EN 15341:2007, UNI EN 15239:2008, UNI EN 15240:2008, UNI EN 15780:2011.

Nell’ambito della legislazione regionale sono presenti anche la Determinazione n.109/2008 in Piemonte e la Deliberazione della Giunta Regionale n.1115/2008 in Emilia Romagna, entrambe specifiche sul tema della sorveglianza e della prevenzione della legionellosi, e in Puglia la Legge Regionale n. 45/2008.

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Una Commissione Consultiva Permanente per interpretare le norme

Per sopperire alle difficoltà interpretative di questo quadro normativo complesso e plurimo, è stata istituita al Ministero del Lavoro una Commissione Consultiva Permanente, con il compito di esaminare i problemi applicativi della normativa e formulare proposte per sviluppare e perfezionare la legislazione vigente.

Uno dei Comitati di questa Commissione in particolare ha approfondito le problematiche riguardanti l’esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici approntando una procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria, con lo scopo di fornire al datore di lavoro indicazioni pratiche per la valutazione dei rischi correlati all’igiene degli impianti aeraulici e la pianificazione degli interventi di manutenzione.

La novità principale di questa nuova procedura è dettata dal fatto che l’ispezione visiva può essere svolta anche indipendentemente dall’ispezione tecnica e la periodicità di esecuzione delle ispezioni non è predeterminata, ma può essere indicata sulla base dell’impianto e delle condizioni riscontrate nel tempo.

La procedura operativa indica quindi che è possibile partire dall’ispezione visiva, durante la quale se l’impianto risulta rispettare i requisiti igienici necessari, si registra data e attività svolta e si riprogramma una nuova ispezione visiva in secondo un tempo consono alle condizioni dell’impianto.

Nel caso in cui l’ispezione visiva determini la necessità di un intervento di manutenzione, pulizia o bonifica e sia chiaro quale tipologia di intervento sia necessaria è possibile procedere e, dopo aver verificato le condizioni di ripristino dell’impianto, si registrano data e attività eseguite e si programma la prossima ispezione.

Nel caso in cui non sia chiaro il tipo di intervento di manutenzione necessario per ripristinare le condizioni igieniche ideali dell’impianto di trattamento aria, sarà necessario procedere con l’ispezione tecnica per poter definire nel dettaglio la tipologia e l’entità degli interventi di manutenzione, per poi procedere ad effettuarli e successivamente, dopo aver verificato i risultati dell’intervento, annotare le attività svolte e riprogrammare la successiva ispezione visiva.

La programmazione dell’ispezione visiva deve essere modulata nel tempo anche sulla base delle condizioni riscontrate nell’impianto al momento dell’ispezione e della tipologia di intervento effettuato per ripristinare il grado di igiene ideale.

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